Con la partecipazione della più celebre coppia di Hollywood in veste di mascotte.

venerdì 23 settembre 2016

Missione speciale


Confuso tra la folla, c'è un visitatore che viene da molto, molto lontano. Ha una missione importante da compiere. Cosa cerca? Scopriamolo insieme, con questo mio nuovo racconto, in esclusiva per voi! Buona lettura!





MISSIONE SPECIALE
di Gianluca Gemelli


La Terra! Eccomi qui, finalmente! È il sogno di una vita che si realizza. Paura, eccitazione...

Telemetria: OK. Sensori: OK. Supporto Vitale: OK.

Paura, sì: me ne sto qui sul marciapiede di una strada, in una città terrestre, a milioni di milioni di diametri da casa, in mezzo a un brulicare di spigolosi esseri umani... Per fortuna mi scambiano per uno di loro, e non badano a me... Ma sempre esseri umani sono: appuntiti, veloci, imprevedibili, pieni di arti che oscillano caoticamente di qua e di là... Io mi sono addestrato per mesi coi simulatori, ma... andiamo, a chi non farebbero un po’ schifo?

Autonomia: 96%. Velocità: 3.1 - Motore principale: OK. Controllo automatico missione: - 33 unità temporali.

E se il deambulatore si guastasse? Non posso fare a meno di pensarci. È stato accuratamente progettato e testato, ma è pur sempre la prima volta che viene usato in missione. Se il veicolo che mi separa da loro decidesse di bloccarsi e di restare impalato, i terrestri non tarderebbero ad accorgersi che c’è sotto qualcosa... Non voglio nemmeno pensare a cosa mi farebbero se mi scoprissero. In realtà non ne ho la più pallida idea.

Telemetria: avaria - avvio controllo automatico configurazione.

Ecco, ti pareva. Spero si tratti di una banale oscillazione elettronica: magari adesso si riavvia e torna tutto normale. È già successo in simulazione. Devo mantenere la calma: in fondo la telemetria non è così fondamentale. Non quanto il deambulatore o il supporto vitale insomma... Ma non posso fare a meno di essere preoccupato. Meno male che l'interfaccia di comunicazione non mostra ai terrestri le mie reali emozioni, ma quelle calcolate dal computer guida.

Telemetria: OK. Sensori: OK. Supporto Vitale: OK.

Ah, meno male. Visto? È tornato a posto. Non devo perdere la calma. Sono in missione, e la mia missione è importante. Quanti colleghi vorrebbero essere al posto mio, in questo momento?
I terrestri! Li ho visti mille volte, nei filmati e nei simulatori, ma averceli davanti, a mezza coda di distanza, fa davvero una forte impressione. Devo sforzarmi di non lasciarmi distrarre dal loro aspetto disgustoso e ricominciare pensare a loro come una delle razze più affascinanti dell’universo.
E lo sono davvero: da quando abbiamo iniziato a captare le loro trasmissioni elettromagnetiche, non è stata solo la nostra conoscenza dell’universo a progredire, ma tutta la nostra società. Sì: prima di conoscere i terrestri ci mancava davvero qualcosa di fondamentale.
La loro musica: ecco il grandissimo dono che i terrestri ci hanno fatto. Come sarebbe la vita, oggi, sui nostri pianeti, senza la musica terrestre? Sarebbe triste, peggio ancora che senza il cibo Quarrud. Non voglio neanche pensarci.

Autonomia: 95%. Controllo automatico missione: - 31 unità temporali.

Devo darmi una mossa. La missione prima di tutto. Devo seguire la mappa in sovraimpressione. Sto mantenendo il ritmo di marcia degli esseri umani intorno al veicolo, ma il tempo passa. Forse dovrei accelerare l’andatura. Ma devo stare attento che il deambulatore non inciampi... Vabbé, magari posso accelerare solo un pochino. 
Certo che qui per strada, col frastuono delle automobili e tutto il resto, uno non direbbe proprio che i terrestri siano gli esseri musicali per eccellenza. È paradossale. È un vero mistero, eppure è così: la loro musica sublime non ha eguali in tutto l’universo. Come fanno? Dev’essere quella loro forma piena di zampe: gambe, braccia... li rendono dei musicisti formidabili. Noi possiamo anche simulare tutti i loro suoni con i sintetizzatori, ma far musica usando fisicamente due o addirittura quattro arti... per non parlare di tutte quelle orribili dita che hanno, che non so più quante sono... Beh, dev’essere qualcosa di del tutto diverso.

Telemetria: OK. Sensori: OK. Supporto Vitale: OK.

Ma che dico? Che cosa c’entrano gli arti? Una coda prensile, se ben usata, non ha eguali nell’universo. Ci sarà pure qualcosa di vero, in questo vecchio proverbio, no? Dev’essere nella loro mente, sì, dev’essere lì che c’è la differenza che rende la musica terrestre così celestiale, a differenza della nostra musica tradizionale, sempre se musica si può chiamare. Il che, a pensarci bene, è ancor più misterioso, visto che i terrestri sono socialmente e tecnologicamente arretrati... Fondamentalmente sono stupidi.
Noi, però, con tutta la nostra cultura, tecnologia e filosofia... Come abbiamo fatto a ignorare per così tanto tempo la musica? La nostra musica tradizionale, ovvero il canto monotono del conoide, accompagna da sempre le nostre cerimonie religiose. Ma il paragone con quella terrestre è impietoso. Da quando c’è la musica terrestre, tutti i momenti della nostra vita sono più felici, e si svolgono a suon di musica. Lavoro, studio, riposo, accoppiamento... Perfino alcune chiese hanno aperto alla musica terrestre. Senza abbandonare il conoide, ovvio. Questo perché i fantastici terrestri hanno composto talmente tanta musica, nel corso dei secoli, da soddisfare qualsiasi nostro bisogno.
Ognuno ha la sua preferita. Il capo missione adora la musica operistica, dice che lo aiuta a concentrarsi. Il mio compagno è un patito del ragtime. Io del rock anni settanta. Ma la realtà è che tutti quanti andiamo pazzi per la musica terrestre, e ogni giorno sui nostri pianeti centinaia e centinaia di code prensili sono al lavoro per catalogare, confrontare e trasferire su supporto riproducibile tutto quel che captiamo dalle trasmissioni terrestri.
Però, ascoltare la musica terrestre direttamente da un supporto originale, prodotto sulla Terra... Questo nessuno lo ha mai fatto! Nessuno, fino a oggi! La mia missione è proprio quella: raccogliere un gran numero di supporti musicali originali direttamente sulla Terra. Ascoltare la musica terrestre da supporti originali dev’essere cento volte meglio che dalle registrazioni dalle trasmissioni. In effetti dev’essere qualcosa di molto vicino all’ascoltare direttamente i terrestri produrre musica dal vivo.
Su questo fortunato pianeta ci sono dei luoghi deputati allo scambio tra i supporti musicali e il denaro, cioè dei rettangoli flessibili che i nostri laboratori hanno provveduto a riprodurre. Questi luoghi si chiamano negozi. Io andrò lì. La mappa è abbastanza aggiornata, ovviamente tenendo conto della distanza e del tempo necessario a ricevere le trasmissioni. In altre parole, è vecchia di una decina d’anni. Ma non devo preoccuparmi troppo: i luoghi di quel tipo hanno una lunga tradizione: dovrei trovarli sempre al loro posto. Magari non tutti: i terrestri usano quella cosa chiamata imprenditoria... che io non ho mai studiato cosa sia, ma che in pratica significa che i luoghi di scambio a volte scompaiono o ne nascono degli altri. Ma, se non tutti, qualcuno di quelli che ho sulla mappa ci sarà senz’altro.
Cominciamo bene: il primo della lista secondo la mappa dovrebbe essere qui, ma non lo riconosco affatto. Non corrisponde alle immagini registrate. Lasciamo al computer il tempo necessario di studiare le immagini, ma ho il netto sospetto che il negozio sia cambiato.

Analisi topografica: in corso... Analisi sociale: in corso...

Speriamo che non ci metta troppo. Se resto qui senza far niente i terrestri si insospettiranno. I luoghi deputati all’inattività sono altri: adesso non mi viene in mente il nome esatto, ma sono quelli in cui i terrestri si dispongono piegati davanti a un piano orizzontale, con sopra delle piccole porzioni di cibi e di integratori liquidi. Questo non mi sembra proprio uno di quelli. Se il computer tarda ancora a identificare il posto dirigo al secondo obiettivo, prendo io l’iniziativa.

Analisi completata: Elemento sociale N.0321, Sala giochi e scommesse. 

Ecco. Non ho idea di cosa voglia dire, ma per me significa che devo passare al secondo negozio della mia lista.

Autonomia: 92%. Controllo automatico missione: - 30 unità temporali.

Ce la faccio, ce la faccio. Non è il caso di preoccuparsi. Però è meglio darsi una mossa.

***

Non è possibile! Sono al quarto obiettivo in lista e anche questo a quanto pare è inattivo! È incredibile!

Autonomia: 79%. Controllo automatico missione: - 21 unità temporali.

Ora sì che comincio davvero a preoccuparmi per la riuscita della missione. Ma che è successo nel corso degli ultimi dieci anni sulla Terra? Hanno smesso di far musica? Mi sembra impossibile! Hanno smesso di scambiare supporti musicali e denaro? Anche questo sarebbe strano! Che faccio? Proseguo con la lista, ma se...

 Telemetria: avaria - avvio controllo configurazione. Sensori: OK. Supporto Vitale:  avvio controllo automatico configurazione.

Ci risiamo con la telemetria! E anche il supporto vitale è in fase di riconfigurazione... Non devo allarmarmi troppo: è del tutto normale che vada automaticamente in manutenzione dopo dieci unità temporali, non vuol dire che sto per morire disidratato! Però devo accorciare i tempi: la missione non può durare in eterno, altrimenti qualcosa si guasterà certamente! Dirigo al quinto obiettivo, ma probabilmente è meglio porsi un limite... Che so? Il settimo obiettivo. Se anche lì non trovo nulla, abortisco la missione. Non mi va di fallire, forse i miei superiori saranno delusi di una mia decisione in quel senso, ma... Insomma, sono io che me ne sto qui a spasso sulla Terra!

Telemetria: riconfigurazione in corso. Sensori: OK. Supporto Vitale:  OK.

E almeno il supporto vitale è tornato. Se non è... Un momento, un momento! Alt. Rallentare! Fermare! Devo inquadrare lì, più indietro... Piano... Sto diventando imprudente: non è consigliabile modificare la marcia improvvisamente, si rischia di farsi urtare dai terrestri. Ma lo devo assolutamente inquadrare di nuovo... Sembra... Sì! Sembrano proprio loro! Supporti musicali! Non devo farmi prendere dall’eccitazione: questo posto non è sulla lista e non sono neanche sicuro che sia un negozio, ma a me sembra nettamente un obiettivo!

Analisi topografica: in corso... Analisi sociale: in corso...

Forza, computer, analizza in fretta! Ma dopo mesi a studiare le illustrazioni e i disegni tecnici, penso di saperli riconoscere!

Analisi completata: Elemento sociale N.0494 - negozio tipo bancarella - merce presente: segnatempo portatili, ricevitori elettromagnetici, riproduttori audiofonici, supporti musicali, elementi elettromeccanici non identificati.

Va bene, cosa sia questa bancarella non lo so: non sono un esperto di elementi sociali. Ma un negozio è un negozio. E ci sono i supporti musicali! In mezzo a tante altre cose che non so cosa siano, ma ci sono! Li avevo riconosciuti! Sono stato bravo! Probabilmente ho salvato la missione, e l’ho fatto attraverso un’iniziativa autonoma! Saranno fieri di me!
Non credo ai miei occhi! Queen, Elvis Presley, Al Bano, Rolling Stones, Mahler, Bach, Pooh, Wham, Beethoven, Beatles, Emma, Beyonce, Strauss, Tiziano Ferro... E centinaia di altri nomi che il computer non riconosce, e altri ancora che i sensori non riescono a identificare! Che successo! Riempirò completamente il contenitore rettangolare! Anche perché i numeri indicati sui supporti, che indicano la quantità numerica di denaro necessario per prelevare ogni elemento commerciale, se non li decifro male, mi sembrano essere da due a cinque volte più piccoli di quanto preventivato... Devono aver fatto un errore in sede di progettazione della missione: in pratica mi hanno dato troppi rettangoli flessibili di denaro. Meglio così: riempirò il contenitore senza problemi.

Autonomia: 71%. Controllo automatico missione: - 20 unità temporali.

Ho ancora tempo. E ora c’è la parte più difficile: l’interazione col terrestre che gestisce le operazioni commerciali. Inutile dire che nessuna interazione simile è mai stata tentata dai nostri droni in incognito. Ma è per questo compito che il computer è stato programmato, e che io sono stato addestrato. Speriamo bene: si va in scena!

− Ma... Davvero vuol comprare tutti quei CD? Vuole una busta?
− Buona... Sera! Io... Comprare... Perfavore!
− Ah, ma lei è straniero... Dunque, vediamo... Tre, sei, nove... Quarantadue, quarantatré e quarantaquattro! Quarantaquattro CD! Cazzo, perché non se li compra all’ingrosso, eh, eh?
− Pagare? Perfavore?
− Beh, sono tutti CD a 3 Euro l’uno... Tranne questi qui che vengono 5 Euro... ma io le metto a 3 Euro anche quelli: fanno... 140 Euro... Ehm...
− Pagare. Graziearrivederci.
− Ehi, ma cosa fa, è matto? Non faccia vedere che se ne va in giro con tutti quei soldi in tasca! Metta via il portafogli. Bastano questi... Ecco a lei.
− Graziearrivederci.
− Ah, se li mette dentro alla valigetta? Ma guarda un po’... Certo che è un tipo un po’ strano, lei. Faccia attenzione.
− Graziearrivederci.
− Sì, prego, ma stia attento davvero: questo non è un bel quartiere.
− Graziearrivederci.

Ce l’ho fatta! A dire il vero il terrestre ha cercato di comunicare più del previsto e io non ho capito quasi niente. Ma la transazione commerciale si è realizzata! La missione è un successo! Sarò certamente promosso! Sulla via del ritorno potrò ascoltare e trasmettere per primo una gran quantità di musica terrestre ancora sconosciuta!

Autonomia: 68%. Controllo automatico missione: - 18 unità temporali. Telemetria: avaria - contattare assistenza. Sensori: OK. Supporto Vitale:  avaria - riconfigurazione in corso.

Chi se ne importa. Ho ancora autonomia in abbondanza e ritroverò il punto di incontro a memoria. Non mi serve la telemetria. E se il supporto vitale non riesce a riconfigurarsi lo disattivo del tutto e inserisco quello di emergenza: basterà fino al punto di incontro. La missione sarà un vero successo!

− Eccolo, è lui: quello con la valigetta.
− Quello col vestito grigio?
− Sì, è lui.
− Cammina un po’ strano...
− Chi se ne frega. Ci ha un sacco di soldi in tasca: l’ho visto io. Ha tirato fuori un portafogli pieno di soldi.
− Sta andando verso il sottopasso. Andiamo di là. Corriamogli incontro. Lo becchiamo di sotto.
− Ok.

 Autonomia: 64%. Controllo automatico missione: - 17 unità temporali. Telemetria: OK. Sensori: OK. Supporto Vitale:  avaria - riconfigurazione in corso.

Tu guarda... Adesso la telemetria ha ripreso a funzionare! Chi se l’aspettava? Sono sulla buona strada: arriverò al punto d’incontro con ampio margine. Il problema è il supporto vitale: comincio a sentirlo... Se la manutenzione automatica non riesce dovrò proprio passare al sistema di emergenza. Consumerà molta più energia, ma...

− Fermo! Tira fuori i soldi! Forza!

Ma questi due esseri umani stanno cercando di comunicare? Proprio adesso? E cosa vogliono?

Analisi linguistica: in corso... Analisi sociale: in corso...

Il computer è troppo lento a studiare la situazione.  Questo è un altro dei punti deboli della missione: devo comunicarlo al controllo. Ma non posso perder tempo con i terrestri adesso: devo raggiungere il punto d’incontro!

− Fermalo! Fermalo!
− Prendi, vaffanculo!
− Ma no, che hai fatto? No!
− Ahò, lo ha voluto lui!

Allarme. Perforazione involucro esterno. Sistema di contenimento in avaria. Autonomia: 46%. Controllo automatico missione: non disponibile. Telemetria: OK. Sensori: OK. Velocità: 2.9 - Motore principale: OK. Supporto Vitale:  avvio procedura di emergenza - Analisi completata: Elemento sociale N.0124: malviventi. Allarme - possibilità di atti ostili.

Possibilità di atti ostili? Grazie! Me ne sono accorto da solo! Devo riuscire ad allontanarmi! Il deambulatore è ancora efficiente... Se arrivo al punto d’incontro mi porteranno via, e i terrestri non potranno farci niente!

− Sei pazzo? Vuoi ammazzarlo? Metti via quel coltello!
− Ma è lui che non si ferma. E non molla manco la valigetta! 
− Lascia perde' la valigetta: è piena de CD. Pigliagli il portafogli!
− Te pare facile? Ahò, stai fermo! Ma la vuoi pianta'?
− Damojele! Sotto!

Allarme. Avaria generale. Danni critici involucro esterno. Autonomia: 29%. Telemetria: OK. Sensori: non disponibile. Velocità: 0.0 - Motore principale: riconfigurazione. Supporto Vitale:  non disponibile.

No! No! Sto perdendo tutti i sistemi! Devo abbandonare la missione! Devo organizzare un rientro di emergenza!

− Ahò, ma ancora non molli? Ma chi cazzo è questo? Caccia fuori i soldi, ha’ capito?
− Mo’ basta! Me so' stufato pure io! Fallo fuori!
− Che?
− Ammazzalo! Non possiamo mica sta’ qui sotto co’ lui pe’ sempre! Daje, aprilo! 
− Bello mio, te la sei davvero cercata!

Avaria generale. Autonomia: 16%. Telemetria: OK. Velocità: 0.0 
TelemetriaOKelemetriaOKTlemetriaOKTeemetriaOKTelmetriaOKTeleetriaOKTelemtriaOKTelemeriaOKTelemetiaOKTelemetr...

È finita: il veicolo è in avaria e ormai anche l’abitacolo è stato perforato. Devo uscire di qui subito. Sia quel che sia.

− Ma che cazzo di roba... Ma non ci ha sangue, dentro, questo qui?
− Cazzo...
− Merda... Ma de che è fatto ‘sto tizio? De gomma?
− Oddìo... Guarda cosa ci ha dentro questo! Damose! 
− Ah!
− Che c’è?
− Che cazzo ne so? Tutta ‘na roba schifosa... tutta ‘na gelatina... grossa così! È scappata fuori da dentro a sto’ tizio ed è strisciata via!
− Ma che cazzo dici?
− Ma che cazzo ne so?
− Daje, damosela!
− Aspe’, famme prende i soldi, prima!

***

Non so più quante unità temporali sono trascorse da quando sono arrivato sulla Terra... Non so dove sono. Sono solo. Sono nudo.
Ho dovuto abbandonare il veicolo. A quest’ora si sarà disintegrato da un pezzo: era progettato per una durata limitata, e per non lasciar tracce.
La missione è fallita, e io non ho nessun supporto vitale. L’atmosfera sta deteriorando il mio metabolismo. Ma non mi sono disidratato. Per fortuna sotto le strade di questa città terrestre c’è un habitat umido, con abbondanza di acqua allo stato liquido, lontano dalla luce solare e dalle attività frenetiche dei terrestri. Ci vivono anche dei piccoli animali... Non saranno cibo Quarrud, ma quando sto in acqua sono facili prede per me. Non so come si chiamano. Non so niente.
Non so quanto tempo ancora potrò resistere in questa situazione. Non mi importa. So che non tornerò più a casa e morirò qui. Ma non mi sto lasciando morire.
Ho trovato delle motivazioni per sopravvivere. Ci sono dei rettangoli di metallo forato da cui l’acqua atmosferica entra qui dentro, quando si verifica una precipitazione. Ne conosco uno da cui ogni giorno, per diverse unità temporali, posso ascoltare la musica prodotta da un terrestre che si posiziona in un particolare punto della superficie, piegandosi e appoggiandosi in terra − chissà come fanno? − cantando e azionando uno strumento musicale  con i suoi... come si chiamano tutti quei cosi che hanno? Boh. Non me lo ricordo più.
Ma è bellissimo. 

4 commenti:

  1. Originale e scritto molto bene;elegante elogio alla musica di noi poveri terrestri e finale ad effetto...OK...

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  2. La scoperta della musica è l'impresa che mi fa dire che l'umanità non sia poi così becera; sarà per questo motivo che qualche civiltà evoluta non ci ha ancora annientati.

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  3. La musica terrestre, in effetti, è fantastica, ma... hai mai provato il cibo Quarrud?

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    1. Stanno per aprire un ristorante sotto casa mia. :D

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