Con la partecipazione della più celebre coppia di Hollywood in veste di mascotte.

venerdì 28 dicembre 2018

Neil Young, il sogno di un hippie... o di un bambinone?

Il sogno di un hippie è l'autobiografia di Neil Young. Anzi, più che essere un'autobiografia, è un diario, che segue la rockstar nei suoi interessi e nelle sue attività recenti, cucito intorno a numerosi flashback che ne raccontano la vita e la carriera. Anzi, più che essere un diario, è un vero flusso di coscienza, in cui inseguiamo i pensieri di NY mentre vagano in piena libertà tra presente e passato. Sì, Neil Young, il mito del Rock'n Roll, l'araldo anni '70 dell'antimilitarismo e dell'antirazzismo, ci svela tutti i suoi pensieri... E, almeno per me, la rivelazione è sorprendente e anche un po' deprimente: altro che hippie! NY in realtà è un ricco eccentrico, innamorato delle auto d'epoca, dei rivestimenti in legno pregiato, dell'alta fedeltà, della tecnologia vintage e... dei trenini elettrici!  Sì, proprio dei trenini elettrici! E' davvero un bambinone: che delusione! Però, che ci vogliamo fare? Non è colpa sua se Neil è fatto così! E dato che in piena sincerità il vecchio rocker ci svela tutto di sé, godiamoci quel che c'è da godere, in questo libro, ovvero il sapore degli anni sessanta e settanta on the road, e il sound, a volte cupo e a volte allegro, della vita vera, di un uomo e di un artista indipendente. E quando dico indipendente intendo indipendente proprio da tutto, anche dagli stereotipi dell'impegno e della controcultura. Sì, vediamola così: consoliamoci con l'aglietto.

venerdì 21 dicembre 2018

Ritorna il racconto di Natale: Un aiuto sotto le feste

Ogni tanto a Natale facciamo un salto nel negozio di giocattoli Supertoys, in quel grande centro commerciale, a vedere che succede; qualcosa da raccontare lo troviamo sempre. E' il mio modo di regalarvi un racconto natalizio... ma di un natalizio che puzza di plastica, un natalizio deteriore e commerciale. Se volete leggere o rileggere gli altri racconti della saga dedicata al negozio di giocattoli del signor Vitali, date un'occhiata ai racconti Playset e Caro Babbo Natale. Quanto al racconto di oggi, Un aiuto sotto le feste, in origine era stato preparato, un paio di natali fa, per partecipare a un concorso per racconti natalizi horror, bandito dal sito Vibrisse (concorso poi misteriosamente accantonato). Se vi pare un po' strano forse è anche perché sul regolamento del concorso vi erano precisi vincoli: il racconto doveva contenere certi elementi e certe situazioni... Ma quali erano? Boh! Non me lo ricordo più! Chi se ne importa? Buon divertimento!

venerdì 14 dicembre 2018

Le tre operazioni e altre cose poco serie

Il papa è un matematico provetto, e si accinge ad abolire ex cathedra una delle quattro operazioni? Gli Aristogatti sono nei guai con la giustizia? Presto circoleranno aerei sulle strade e treni volanti nel cielo? Se la città si allaga non c'è da disperarsi perché almeno la bolletta dell'acqua costerà di meno? Queste e altre amenità pseudogiornalistiche nel solito post semestrale dedicato a vere, verissime news, ma nate sotto una buffa stella, assemblate da me con qualche licenza, in modo da dialogare tra loro, e a volte condite con un pizzico di fantasia surreale. Buon divertimento! E se volete leggere o rileggere le puntate precedenti, cliccate QUI.

sabato 1 dicembre 2018

The Outsider: il Re si ripete ancora

Quando un delitto così orribile che più orribile non si può sconvolge la cittadina di Flint City, il detective Ralph Anderson non va certo coi piedi di piombo. Non importa se il presunto assassino è un membro stimato e insospettabile della comunità: impronte, DNA, filmati delle telecamere di sorveglianza e testimoni diretti parlano chiaro, per cui lo fa arrestare in modo plateale. Eppure Coach T, come lo chiamano tutti, ha un alibi di ferro! Com'è possibile? Può un uomo essere contemporaneamente in due posti? Quale assurda macchinazione mira a travolgere la città, trasformando tutti in vendicatori, e a distruggere le famiglie della vittima, del presunto carnefice e degli stessi tutori dell'ordine? O si tratta invece dell'opera di una forza oscura e malvagia? Conoscete Stephen King, no? E allora... provate a indovinare!

lunedì 19 novembre 2018

Siamo tutti fascisti... o "fascisti"?

Istruzioni per diventare fascisti è un breve scritto di Michela Murgia, che si presenta in forma di parodia di saggi sociologici, pamphlet politici e perfino manuali tecnici. Nel testo si classificano, descrivono e analizzano le presunte caratteristiche vincenti del "fascismo", proponendo al lettore un percorso di miglioramento nell'adesione ai relativi punti di vista e metodi, e fornendo anche un cosiddetto "fascistometro" per misurare la situazione di partenza e i "progressi" fatti, in vista dell'evoluzione fino allo stato di perfetto e moderno "fascista". In poche parole l'autrice assume il punto di vista del nemico per smontarlo con l'ironia, mettendosi, in questo, sulla scia nientedimeno che di Socrate, Swift, Voltaire... Dimostrerà, la Murgia, di aver la stoffa per riuscire in questo nobile intento? Beh... No.

martedì 13 novembre 2018

Che fine ha fatto Smilin' Stan?

Quando siete bloccati nel traffico, vi capita di sognare di fuggire, volteggiando tra i palazzi, appesi a una ragnatela? Quando un piccolo animale vi punge, sotto sotto vi consolate sperando di sviluppare dei superpoteri? In poche parole, siete anche voi ammiratori di Stan Lee, padre dei supereroi Marvel, che è scomparso proprio ieri, alla tenera età di 95 anni? Se la risposta e sì, e se da ragazzi avete letto i fumetti dell'Uomo Ragno, allora forse apprezzerete quest'avventura inedita (e apocrifa), che ho scritto per rendere omaggio al mitico autore. Buon divertimento! 

domenica 28 ottobre 2018

Sottotenente di complemento

Sono appena passati cent'anni dalla fine della prima guerra mondiale. Che altro dire? Se non era orrore quello... Ma voi siete qui per il racconto di Halloween, no? E allora... beccatevi questo!

venerdì 19 ottobre 2018

Angoscia al supermercato: Bad man

Un attimo di disattenzione e... puff! Il suo fratellino di appena tre anni, che lo aveva accompagnato a far la spesa al supermercato, è sparito nel nulla. Cinque anni dopo, il giovane Ben è alla ricerca del primo lavoro, e lo trova, guarda caso, in quello stesso supermercato in cui è successa la disgrazia che ha segnato per sempre lui e la sua famiglia. Ben accetta il lavoro. Lo fa per disperazione... O forse per indagare? Questo lo spunto accattivante di Bad Man di Dathan Auerbach, un thriller americano dalle aspirazioni Stephenkinghiane e dalla trama originale, come pure l'ambientazione, e con un protagonista interessante. Purtroppo, però, almeno nella versione italiana, il romanzo è penalizzato da uno stile pesante, contorto, spezzato e imprevedibile, che costringe e leggere e rileggere più volte le stesse pagine, e anche ogni tanto e a tornare indietro di qualche capitolo, per cercar di capire che cavolo sta succedendo. Non so se si tratta anche di un difetto del testo originale, è probabile che lo sia, ma di certo traduttore ed editor italiani non sono esenti da colpe, per non aver realizzato un adattamento più leggibile. Un'occasione perduta.

mercoledì 19 settembre 2018

Vivere in una eterna commedia all'italiana: Gassman nell'armadio

Che direste se nella vostra vita facesse improvvisamente irruzione Vittorio Gassman? Anzi no, non Gassman, ma i personaggi da lui interpretati nei suoi film: Bruno Cortona de Il Sorpasso, Peppe Marchetti de I Soliti ignoti, Brancaleone da Norcia, ecc... E' quel che succede ad Achille, giovane studente fuorisede, e con il loro aiuto la sua vita diventa una rocambolesca commedia all'italiana! Questo lo spunto, originale quanto surreale, di Gassman nell'armadio, di Andrea Rezzonico, una delle scoperte più simpatiche - e si fanno sempre più rare - tra quelle che ho fatto piluccando fra i nuovi autori e i piccoli editori. Un romanzo leggero e divertente, e un vero omaggio al cinema degli anni che furono. Ottima, efficace e senza fronzoli la scrittura di Rezzonico; unico neo del romanzo la credibilità del personaggio principale: non si capisce perché l'autore gli ha dato vent'anni, dato che parla, ragiona e fa associazioni mentali da quarantenne. Ma chissene frega: il divertimento è assicurato con Gassman nell'armadio. Non mancherà neanche un rassicurante lieto fine, come in ogni vecchia commedia all'italiana che si rispetti. In bocca al lupo a Rezzonico per i suoi progetti futuri e buona visione... pardòn, buona lettura e buon divertimento a tutti.  

giovedì 13 settembre 2018

Una casa a Parigi

Mark e Stephanie vivono in una Città del Capo terrificante, in cui si sentono assediati da ladri e rapinatori, stressati dal sistema d'allarme difettoso che non li lascia dormire la notte, da ricordi spiacevoli, rimorsi e rimpianti, e da problemi economici. La coppia avrebbe davvero bisogno di una vacanza, ma come fare con così pochi rand in tasca? La soluzione la offrono i Petit, una coppia parigina con cui sono entrati in contatto tramite un sito di scambi di case: Mark e Steph potranno trascorrere una settimana a Parigi perfettamente gratis, basterà contemporaneamente ospitare a casa loro quei simpatici francesi, così desiderosi di visitare il Sudafrica. Sembra un sogno! Mark e Steph partono con le migliori aspettative. Però a Parigi troveranno una situazione un po' diversa da quella descritta sul sito: l'edificio è fatiscente e disabitato, a parte la vecchia pazza che fa la pittrice, e che vive in un bugigattolo all'ultimo piano; inoltre è evidente che nessuno vive in quell'appartamento da decenni. I Petit? Nessuno li ha mai sentiti nominare. Anche a Città del Capo non si sono presentati. E come avrebbero potuto? I Petit non esistono! Chi ha chiamato Mark e Stephanie in quel posto così lugubre, così lontano da casa, e perché? Questo è lo spunto fulminante di Una casa a Parigi, di S.L. Grey, un bellissimo thriller gotico, intrigante, inquietante, originale e anche ben scritto e ben tradotto. La struttura con due voci narranti mi ha insospettito, all'inizio, ma contrariamente ai miei timori S.L. Grey l'ha gestita in modo accattivante. Una casa a Parigi, insomma, è un vero spasso, almeno in termini di incubi. Davvero, che si può volere di più? Ve lo consiglio senza esitazione! Garantito al limone.