Con la partecipazione della più celebre coppia di Hollywood in veste di mascotte.

domenica 28 ottobre 2018

Sottotenente di complemento

Sono appena passati cent'anni dalla fine della prima guerra mondiale. Che altro dire? Se non era orrore quello... Ma voi siete qui per il racconto di Halloween, no? E allora... beccatevi questo!

venerdì 19 ottobre 2018

Angoscia al supermercato: Bad man

Un attimo di disattenzione e... puff! Il suo fratellino di appena tre anni, che lo aveva accompagnato a far la spesa al supermercato, è sparito nel nulla. Cinque anni dopo, il giovane Ben è alla ricerca del primo lavoro, e lo trova, guarda caso, in quello stesso supermercato in cui è successa la disgrazia che ha segnato per sempre lui e la sua famiglia. Ben accetta il lavoro. Lo fa per disperazione... O forse per indagare? Questo lo spunto accattivante di Bad Man di Dathan Auerbach, un thriller americano dalle aspirazioni Stephenkinghiane e dalla trama originale, come pure l'ambientazione, e con un protagonista interessante. Purtroppo, però, almeno nella versione italiana, il romanzo è penalizzato da uno stile pesante, contorto, spezzato e imprevedibile, che costringe e leggere e rileggere più volte le stesse pagine, e anche ogni tanto e a tornare indietro di qualche capitolo, per cercar di capire che cavolo sta succedendo. Non so se si tratta anche di un difetto del testo originale, è probabile che lo sia, ma di certo traduttore ed editor italiani non sono esenti da colpe, per non aver realizzato un adattamento più leggibile. Un'occasione perduta.

mercoledì 19 settembre 2018

Vivere in una eterna commedia all'italiana: Gassman nell'armadio

Che direste se nella vostra vita facesse improvvisamente irruzione Vittorio Gassman? Anzi no, non Gassman, ma i personaggi da lui interpretati nei suoi film: Bruno Cortona de Il Sorpasso, Peppe Marchetti de I Soliti ignoti, Brancaleone da Norcia, ecc... E' quel che succede ad Achille, giovane studente fuorisede, e con il loro aiuto la sua vita diventa una rocambolesca commedia all'italiana! Questo lo spunto, originale quanto surreale, di Gassman nell'armadio, di Andrea Rezzonico, una delle scoperte più simpatiche - e si fanno sempre più rare - tra quelle che ho fatto piluccando fra i nuovi autori e i piccoli editori. Un romanzo leggero e divertente, e un vero omaggio al cinema degli anni che furono. Ottima, efficace e senza fronzoli la scrittura di Rezzonico; unico neo del romanzo la credibilità del personaggio principale: non si capisce perché l'autore gli ha dato vent'anni, dato che parla, ragiona e fa associazioni mentali da quarantenne. Ma chissene frega: il divertimento è assicurato con Gassman nell'armadio. Non mancherà neanche un rassicurante lieto fine, come in ogni vecchia commedia all'italiana che si rispetti. In bocca al lupo a Rezzonico per i suoi progetti futuri e buona visione... pardòn, buona lettura e buon divertimento a tutti.  

giovedì 13 settembre 2018

Una casa a Parigi

Mark e Stephanie vivono in una Città del Capo terrificante, in cui si sentono assediati da ladri e rapinatori, stressati dal sistema d'allarme difettoso che non li lascia dormire la notte, da ricordi spiacevoli, rimorsi e rimpianti, e da problemi economici. La coppia avrebbe davvero bisogno di una vacanza, ma come fare con così pochi rand in tasca? La soluzione la offrono i Petit, una coppia parigina con cui sono entrati in contatto tramite un sito di scambi di case: Mark e Steph potranno trascorrere una settimana a Parigi perfettamente gratis, basterà contemporaneamente ospitare a casa loro quei simpatici francesi, così desiderosi di visitare il Sudafrica. Sembra un sogno! Mark e Steph partono con le migliori aspettative. Però a Parigi troveranno una situazione un po' diversa da quella descritta sul sito: l'edificio è fatiscente e disabitato, a parte la vecchia pazza che fa la pittrice, e che vive in un bugigattolo all'ultimo piano; inoltre è evidente che nessuno vive in quell'appartamento da decenni. I Petit? Nessuno li ha mai sentiti nominare. Anche a Città del Capo non si sono presentati. E come avrebbero potuto? I Petit non esistono! Chi ha chiamato Mark e Stephanie in quel posto così lugubre, così lontano da casa, e perché? Questo è lo spunto fulminante di Una casa a Parigi, di S.L. Grey, un bellissimo thriller gotico, intrigante, inquietante, originale e anche ben scritto e ben tradotto. La struttura con due voci narranti mi ha insospettito, all'inizio, ma contrariamente ai miei timori S.L. Grey l'ha gestita in modo accattivante. Una casa a Parigi, insomma, è un vero spasso, almeno in termini di incubi. Davvero, che si può volere di più? Ve lo consiglio senza esitazione! Garantito al limone.

venerdì 7 settembre 2018

Camilleri sono

Di solito mi tengo alla larga dalle riviste per intellettuali: quando ho provato a leggere Nuovi Argomenti è stata una mezza catastrofe, immaginate se mi poteva interessare Micromega, il cui ridicolo sottotitolo è Per una sinistra illuminista! Invece la scelta monografica del volume di Micromega dedicato ad Andrea Camilleri,  alla fine mi ha tentato, e devo dire che l'ho trovato un volume davvero gradevole. Camilleri, come si sa, non muore mai, e quindi ogni tanto editori e comitati sono costretti a rinnovare i loro coccodrilli, e a pubblicare comunque il materiale celebrativo che stanno raccogliendo da anni. Nascono così, forse, i volumi come Camilleri sono, senza alcun reale valore giubilare, credo, a meno che non si volessero celebrare i 93 anni dell'autore, bella cifra ma non cifra tonda, oppure i 20 anni (più o meno) del Montalbano televisivo. In questo caso non partecipano soltanto i soliti filologi delle varie famiglie del vigatese e di altri linguaggi camilleriani; ci sono anche i realizzatori di serie e sceneggiati tratti dalle sue opere. Inoltre si dà voce per la prima volta, credo, ai traduttori di Camilleri, il cui punto di vista è davvero interessante. Camilleri - per favore, davvero, non morire mai! - poi, lui stesso dà una mano, partecipando con un suo breve scritto autobiografico, in cui dice la sua sulla nascita e sull'evoluzione dei suoi linguaggi. Una lettura stuzzicante!

sabato 18 agosto 2018

Origin: Il documentario perduto

Oggi parliamo di Origin, l'ultimo fanta-thriller di Dan Brown, il quinto romanzo con protagonista Robert Langdon, il professore universitario superfigo, che indossa sempre l'orologio di Topolino e che dà una pista a James Bond. Ho aspettato un bel po' per leggerlo, cioè il tempo necessario perché uscisse in formato economico. Non c'è moltissimo da dire sulla trama, perché, ormai si sa, DB scrive e riscrive, e fa quattrini, sempre con lo stesso orribile romanzo, pur con cornici diverse e spunti iniziali diversi. Stavolta questi elementi specifici sono anche meno interessanti del solito e non è da escludere che qualche lettore trovi questo romanzo un po' noioso, dato che Superbob stavolta non dà la caccia a una reliquia perduta, un ordigno perduto, un manoscritto perduto, ma... a un documentario perduto! Sì, un barbosissimo documentario pseudoscientifico che, misteriosamente, tutti anelano di vedere. Con tutto ciò, Origin è forse il miglior romanzo di Dan Brown che io abbia letto... Paradossale, no? Ora vi spiego perchè!

venerdì 3 agosto 2018

Ma quanti danni ha fatto Dan Brown? - L'Ultima equazione

Tutti sanno che Albert Einstein trascorse lunghi anni alla ricerca di una teoria unitaria che, così come la sua relatività generale aveva fatto per la gravità, desse una veste geometrica anche  all'elettromagnetismo, in modo che i due fenomeni potessero esser considerati due facce della stessa medaglia. Una ricerca risultata vana... O forse no? Forse invece il vecchio Albert trovò una geniale soluzione, ma, pacifista convinto, decise di tenerla nascosta al mondo per timore che potesse esser sfruttata per scopi militari! Questo geniale spunto è alla base di un thriller americano di un certo successo, scritto una decina di anni fa da Mark Alpert. In L'Ultima equazione scienza reale e scienza possibile sono assai abilmente amalgamate, e ve lo dico io che in una vita precedente sono stato uno studioso di teorie relativistiche; in questo senso Mark Alpert fa un lavoro imprevedibilmente strepitoso, tanto che alla fine la parte pseudoscientifica sta certamente più in piedi di quella mistery e spionistica, con l'Einstein postumo che risulta molto più credibile dei protagonisti di una trama assurda e sgangherata. Ehi, un momento... Ma perché questo brutto romanzo più lo leggo e più mi sembra di averlo già letto?

venerdì 27 luglio 2018

Il master dei master: intervista a Luigi Finocchi, creatore di Hatra

Conoscete i giochi di ruolo? Sono quei giochi che richiedono solo un paio di strani dadi e un po' di fantasia, e ci permettono di vivere fantastiche avventure restando tranquillamente in casa con gli amici. L'ideale quando fuori piove, o fa troppo freddo, troppo caldo... o si spende troppo! Oggi ho incontrato per voi Luigi Finocchi in persona, il creatore del mondo di Hatra: l'ultimo nato nonché il più perfezionato tra i giochi di ruolo. Vi dico subito che penetrare il suo antro, tra casse di carte collezionabili, computer mezzi montati e mezzi no, pile di libri, dvd e, incredibile a dirsi, videocassette, tutto alla rinfusa, mi ha richiesto un paio di tiri-salvezza. Ma in qualche modo ce l'ho fatta. Vai con l'intervista!


mercoledì 25 luglio 2018

Che direbbe Hitch? La donna alla finestra

Una donna che passa la sua vita alla finestra, un brutto giorno è testimone di un omicidio. Ma ha visto davvero quel che crede di aver visto? O si tratta di un'illusione, come quelle con cui già convive da tempo a causa di un grave disturbo mentale, e, come se non bastasse, dell'alcolismo? Se questo tipo di personaggio vi ricorda qualcosa, ma non ricordate cosa, provate a cliccare QUILa donna alla finestra di A.J. Finn è l'ennesimo caso letterario, nato libro ma già con l'idea di diventare film; un romanzo che fa di tutto per richiamare situazioni e atmosfere da vecchi film noir. Gli editori di La donna alla finestra hanno già ottenuto una riga di commento da Stephen King, ma io invece mi sono chiesto: che direbbe Alfred Hitchcock, di questo romanzo? Perciò ho deciso di rompere momentaneamente le barriere del tempo per interpellare il grande regista britannico. A lui dunque la parola!  

sabato 14 luglio 2018

Anche i norvegesi lo fanno (l'omicidio) - La stella del diavolo

Quante volte sulle fascette dei thriller nordici ho letto frasi del tipo: è arrivato il nuovo Jo Nesbø? Tante, e sarà capitato anche a voi. E dato che io quello vecchio, di Jo Nesbø, non lo conoscevo, alla fine mi è venuta voglia di colmare questa lacuna. Ho potuto farlo grazie alla libreria ben fornita di una mia amica: lì ho preso in prestito, tra l'altro, La stella del diavolo, libro di una quindicina di anni fa, considerato dai fan uno dei lavori migliori del maestro norvegese del thriller. Bene, ora l'ho letto, la lacuna l'ho colmata, e non è che mi sia venuta molta voglia di leggere altro dello stesso autore: almeno per quanto riguarda il suo famoso ciclo sul commissario Harry Hole, ho chiuso con Jo Nesbø. Eppure questo libro una scossa me l'ha data: una scossa ai pregiudizi sulla Norvegia e sui norvegesi.