Con la partecipazione della più celebre coppia di Hollywood in veste di mascotte.

martedì 30 dicembre 2014

Il pulsante magico

E ora un piccolo salto indietro nel tempo, con un racconto, Il pulsante magico, dedicato a tutti coloro per cui i vegani non sono un tipo di vegetariani, ma gli abitanti di Vega. Un racconto, cioè, dedicato a chi, come me, è stato bambino negli anni settanta. 

Si tratta in realtà di un breve episodio tratto dal mio romanzo Ricky Down

Buona lettura!




IL PULSANTE MAGICO

- Ma perché Atlas Ufo Robot? Perché si chiama così? Chi è Atlas?
- È il pilota di Goldrake, no? 
- No, quello si chiama Actarus, non Atlas.
- Ah. Ma allora... Boh. Non lo so.
- E Ufo? Il robot ci sta. Ma gli ufo li chiamano minidischi e non ufo. Perché allora “Ufo-Robot”?
- Mmmh...

Ormai io e Piero eravamo arrivati a un punto morto. Chissà perché non ci eravamo mai posti prima il problema, ma anche spremendoci le meningi lì, seduti sullo scalino del bar assieme agli altri, non riuscivamo a venirne a capo. Il titolo del nuovo cartone, appena arrivato dal Giappone, che appassionava tanto noi bambini, restava un mistero. 

- A me di Goldrake non me ne importa niente. È un cartone stupido. 

Il mito di Lucia, infatti, era Terence, quello di Candy Candy. 

- Senti chi parla. Tu sei più stupida di Ricky Down!

Lucia fece la linguaccia al cugino. 

Filiberto tentò ancora di dirimere la questione Ufo Robot, utilizzando il suo famoso pensiero razionale, mentre succhiava con la cannuccia una bottiglietta di coca cola. 

- Chi è Atlas non lo so. Ma non è importante, secondo me è tutto un nome inventato, tanto per metterci Ufo, ma senza chiamarlo solo “Ufo”.
- E perché? 
- Vi ricordate Ufo? Quello del comandante Straker?
- E come no.
- Probabilmente inizialmente il cartone animato di Goldrake non si chiamava così. Ma da noi quelli della televisione gli hanno inventato quel titolo con Ufo, per far riferimento a quel telefilm.
- Eh?
- Così. Per creare un’aspettativa.
- Sì. - intervenne distrattamente Lucia. - Anche mia mamma una volta si è messa in aspettativa. Quando si è ammalata. 

Nessuno ribatté. Michelino però, che fino a quel momento era stato impegnato col flipper, dopo aver mandato a quel paese l’ultima pallina passata esattamente al centro, intervenne sulla questione: 

- No. Atlas Ufo Robot mi sa che lo hanno chiamato proprio così i giapponesi, dall’inizio, perché lo hanno fatto dopo aver visto Ufo.
- Eh? 
- Ma sì. Hai visto quando Actarus scende per lo scivolo e poi entra dentro Goldrake? 
- Beh?
- È proprio come i piloti degli intercettori di Base Luna. Anche loro hanno lo scivolo. Sssshiummm!!

Filiberto si mordicchiò il labbro. 

- È vero. Ma dev’essere un caso.
- E perché? 
- Perché come fanno i giapponesi ad aver visto Ufo? Quello lo hanno fatto gli americani.
- Embè?
- Embè i giapponesi e gli americani sono nemici. Hanno fatto la guerra!
- Ah. È vero.

Ma questa considerazione non chiuse del tutto i lavori del nostro congresso su Goldrake. Dopo un’altra partita a flipper, Michelino, ormai riconosciuto come esperto nel settore ingresso di Actarus dentro Goldrake, fu protagonista di una sessione supplementare. Un question-time. 

- Ma perché quando Actarus entra dentro Goldrake la sua sedia gira e rigira su se stessa prima di entrare nella testa del robot? 
- Per diminuire la velocità. Sennò si schianterebbe. 

Filiberto sorrise ironicamente: 
- O piuttosto per farci vedere quanto sono bravi nell’animare un oggetto tridimensionale, - mormorò. 

- Perché escono sempre dall’uscita numero sei?
- Aspettiamo. Vedrai che nelle puntate dopo faranno vedere anche le altre uscite.
- Ma perché a un certo punto lui si butta dalla moto e diventa Goldrake? 
- Per pilotare il robot si deve trasformare. Perché ci vuole un superpotere.
- Ma Goldrake è lui o è il robot?
- Tutti e due. 
- Ma Actarus come fa a trasformarsi e a diventare Goldrake?
- Perché spinge un pulsante magico. Lo dice la canzone.
- Sì, ma non si vede! 
- Io una volta mi sa che l’ho visto.

Grazie a questa frase di Michelino l’anno successivo guardai con attenzione tutte le repliche della prima serie. Posso dire con cognizione di causa che Michelino si era sbagliato. Non c’è nessun pulsante magico. 


Cliccami!


1 commento:

  1. racconto bello , fotografie bellissime ....doppio OK...

    RispondiElimina