Con la partecipazione della più celebre coppia di Hollywood in veste di mascotte.

venerdì 15 maggio 2015

La ragazza dagli occhi verdi

Ed eccoci a La ragazza dagli occhi verdi, secondo capitolo della famosa trilogia di Edna O'Brien. Uscito nel 1962, due anni dopo Ragazze di campagna, riprende la storia di Cait, che qui ritroviamo ventunenne, un po' ingrassata, ma soprattutto goffa e ingenua più che mai. Innamorati di questa ragazza pasticciona, cocciuta, malinconica e anche un po' stupida, che Edna O'Brien rende con disarmante semplicità, la seguiremo anche stavolta, ma col dispiacere di non trovare molta della freschezza che animava il romanzo precedente.


La spumeggiante Baba qui è retrocessa a personaggio di contorno. Cait, infatti, non ha più bisogno di qualcuno che la cacci costantemente nei guai: fa tutto da sola, grazie alla sua testardaggine. Le fresche scenette di Ragazze di campagna, qui non trovano riscontro altrettanto efficace nel racconto del primo tentativo di convivenza con Eugene. Quest'uomo attempato, magro, serioso, triste, solitario... ricorda in modo impressionante Mr. Gentleman, di cui Cait si era invaghita nel capitolo precedente. Il nuovo amore ripeterà il deludente clichet o saprà invece far felice la piccola oca dai capelli ramati?

"Non c'è molto da dire: ho conosciuto un uomo, tutto qui" (...)
"Ti stai avviando sul cammino della dannazione"
"Perchè, padre?" (...)
"Quell'uomo è pericoloso. Non ha fede, non ha norme morali. Ha sposato una donna e poi ha divorziato, e ciò che Dio ha unito l'uomo non può separare"
"Mi sembra un bravuomo: non beve, né niente" (...)
"Tutti bevono un bicchierino. E' il clima"

Un "grazie" all'editore E/O che nella Nota sull'autrice al termine del libro ci spara come se niente fosse uno spoiler clamoroso sulla trama del terzo capitolo della saga, facendoci quasi passare la voglia di leggerlo.

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