Con la partecipazione della più celebre coppia di Hollywood in veste di mascotte.

martedì 1 aprile 2014

Più lealista del Re (del brivido): le mie (e le vostre) recensioni delle opere di Stephen King

Dopo aver finalmente letto il racconto Nell'erba alta, di Stephen King e Joe Hill, recente ebook che aveva attirato la mia attenzione in quanto praticamente omonimo del mio romanzo, ve ne propongo qui la recensione... assieme a tutta l'opera di Stephen King che ho avuto la fortuna di leggere finora. Ovviamente si tratta solo di una porzione delle pubblicazioni del Re, il quale ha scritto più di sessanta volumi, e io non arrivo ad averne letti neanche la metà. Ma si tratta pur sempre dell'autore di cui ho letto di più, e di cui idealmente ho il busto sul comodino... Il che non significa che mi piaccia ogni cosa che scrive, tutt'altro: mi sembra che SK pubblichi alternamente un romanzo buono e uno o due meno buoni, più o meno. Inoltre alcuni dei suoi romanzi più famosi sono così celebrati e commentati (o parodiati) che probabilmente non mi verrà mai voglia di leggerli. Ma in ogni caso trovo rassicurante pensare che in questo momento lui se ne sta lì nella sua casa nel Maine a scrivere il prossimo romanzo che leggerò!

Novità: Invito chi legge a contribuire al completamento della lista seguente lasciando in commento le proprie mini-recensioni alle opere di King. Potete anche recensire le stesse opere già recensite da me, e dare pareri diversi dal mio.

Disclaimer: le mie recensioni, se così si possono chiamare, sono estremamente sintetiche, la terminologia usata non è professionale, e naturalmente i commenti rispecchiano pareri e criteri personali. 


CARRIE (1974). Il primo romanzo pubblicato da SK. Il libro è forte, realistico e breve (che in questo caso è un pregio). La scelta della protagonista è geniale: un'adolescente, che oggi definiremmo "vittima di bullismo". Ma attenzione: Carrie è dotata di poteri telecinetici! No, non mi sono sbagliato quando ho detto che il romanzo è realistico: all'epoca molti pensavano seriamente che la roba paranormale stesse lì lì per essere confermata dalla scienza, e comunque non è nei superpoteri di Carrie la forza di questo romanzo, ma nella crudezza di un certo mondo adolescenziale, dipinto con scomodo realismo. L'unico difetto che si può trovare in questo romanzetto è che i cattivi sono cattivi, e li riconosci subito, e speri che prima o poi facciano una brutta fine, e... indovina un po'? La fanno, ma insieme a un sacco di altra gente. BELLO.

LE NOTTI DI SALEM (1975). Questo libro è uno dei primi di SK, di gran successo. Recentemente è stato ripubblicato in versione... rimasterizzata! Cioè revisionato, ampliato con la reintroduzione delle scene tagliate, ecc... Che vi devo dire? Beh, ci stanno i vampiri tipo Transilvania, ma invece di stare, appunto, in Transilvania, stanno in America. Bah! A me ha fatto abbastanza pena: vi è un riciclaggio completo di tutti i vecchi stereotipi vampireschi, senza una reinterpretazione moderna, e situazioni e personaggi non convincono troppo. SCHIFEZZA.

A VOLTE RITORNANO (1978). E' una raccolta di racconti. Non la puoi chiamare antologia perchè ci trovi anche delle sonore schifezze adolescenziali, ma il bello delle raccolte di racconti è che ci trovi anche quelli che ti fanno restare sveglio la notte, e per varie notti: una per leggere, le altre per la fifa. Magari i racconti che piacciono a te non sono gli stessi che piacciono a me, ma ognuno ce li trova, questo è matematico. CARINO.

DANSE MACABRE (1981). Una raccolta di saggi brevi, anche se scritto in forma accattivante e piuttosto narrativa, dedicati all'horror nella letteratura, nel cinema e nella TV. 100% american, ma ugualmente interessante, e inoltre spiega con tenerezza l'influenza che hanno avuto i Poe-movies anni 50, visti da un ragazzino sprofondato nella poltrona, durante le proiezioni pomeridiane, sulla letteratura popolare moderna. CARINO. 

STAGIONI DIVERSE (1982). E' una quattro stagioni ma non è una pizza: sono quattro racconti di un qualche respiro, e almeno uno è un capolavoro: Stand by me. Da non perdere, anche solo per quello. BELLISSIMO.

IL TALISMANO (1984) E' un romanzo semi-fantasy scritto in collaborazione con Peter Straub. Bellissimo: è facile entrare in sintonia con il personaggio principale, ed è altrettanto facile empatizzare con il suo dolore per la sofferenza delle persone care. Anche se è noto quali parti sono dovute principalmente a uno dei due autori e quali all'altro, la narrazione procede fluida, e non si hanno stacchi stilistici fastidiosi. Qui inoltre compare il tema dei mondi paralleli, che SK domina con maestria. BELLISSIMO.

SCHELETRI (1985). Un'altra raccolta di racconti di SK, per la quale vale quanto detto per A volte ritornano. CARINO.

IT (1986). In questo romanzone che saltella tra il presente e un passato vecchio di una trentina d'anni, troviamo un gruppo di ragazzini di allora, uomini e donne di oggi, costretti a riprendere in mano le armi della fantasia per tornare ad affrontare oggi lo stesso orrore misterioso che riuscirono a sconfiggere allora. L'idea del mostro che solo i ragazzini percepiscono, e che cade in lunghi letarghi per poi riproporsi periodicamente, è semplicemente geniale. Il gruppo di ragazzini protagonisti è indimenticabile. L'unico difetto è l'eccessiva lunghezza e complicazione. Le mistiche tartarughe e varie amenità da indiani americani zio Steve se le poteva anche risparmiare, risparmiando a noi qualche centinaia di pagine, e poteva concentrarsi sulla storia del risveglio dell'essere misterioso, che era già fichissima così. BELLO.

MISERY NON DEVE MORIRE (1987). Angoscia e sofferenza fisica in questo romanzo originale e claustrofobico, interessante e originale, ma tutto sommato non imperdibile, soprattutto a causa della difficile identificazione con i personaggi. CARUCCIO.

COSE PREZIOSE (1991) Sì, vabbè: c'è un tizio che si diverte a seminare zizzania, diciamo così. Lo capisci da subito che è una specie di diavolo, anche se speri di sbagliarti, fino alla fine. E invece non ti sbagli. C'è un po' di splatter, giusto per far dimenticare lo stile un po' sciatto (addirittura vi sono descrizioni del tipo "visto da uno spettatore" all'interno di scene che per tutto il resto hanno invece il punto di vista di un personaggio specifico). Inoltre capisci subito quale personaggio sta antipatico all'autore e che fine farà. Insomma per me è una mezza schifezza: non sembra neanche che l'abbia scritto Lui. SCHIFEZZA.

DOLORES CLAIRBORNE (1992). Davvero geniale l'idea della narrazione in prima persona in stile deposizione giudiziaria. L'unico problema di questo romanzo è che il carattere (rozzo) e la cultura (poca) del personaggio narrante non trovano riscontro nel linguaggio, davvero eccessivamente letterario, utilizzato dal traduttore. Il contrasto è veramente stridente e fastidioso. Mi ripropongo di rileggerlo in lingua originale. DA RIVEDERE.

IL GIOCO DI GERALD (1992). Terrorizzante e molto realistico. A che servono i libri e i film dell'orrore, se non a farci guardare alla spalle quando attraversiamo un parcheggio buio di sera? BELLISSIMO (secondo Berit).

INCUBI E DELIRI (1993). Un'altra raccolta di racconti di SK, per la quale vale quanto detto per A volte ritornano e Scheletri. CARINO.

INSOMNIA (1994). Bellissimo e visionario... fino a metà. Lo spunto è davvero geniale ed emozionante. Poi però i personaggi prendono la mano all'autore e fanno quel che vogliono, lasciando da parte qualsiasi motivazione e qualsiasi logica, e lasciando il lettore perplesso. Sembra quasi che il romanzo gliel'abbia finito di scrivere qualcun altro, tipo la moglie o uno dei figli. CARUCCIO.

MUCCHIO D'OSSA (1999). Vabbè, fantasmi, di colore, stavolta, con un pizzico di woodoo e con qualche suggestione interessante da Grand Guignol, con fantasmi buoni e fantasmi cattivi... ma alla fine sempre dei soliti fantasmi da placare stiamo parlando. Niente di che. BRUTTARELLO.

LA BAMBINA CHE AMAVA TOM GORDON (1999). Da morire! Si legge in un fiato, con grande empatia e partecipazione, vivendo momento per momento nella mente, nella paura e nella fantasia della bambina che si è persa per essersi fermata a fare pipì... Ragazzi, chi lo legge non si fermerà mai più a far pipì dietro un albero dicendo agli altri: "arrivo subito", d'ora in avanti se la terrà, questo è poco ma sicuro. BELLISSIMO.

ON WRITING (2000). Per me è il capolavoro assoluto di SK, purtroppo non sempre facile da reperire. Passa per essere una specie di saggio, e la parte manualistica, sulla scrittura e sul mondo editoriale, c'è ed è pure interessante, sebbene ovviamente 100% american, e quindi con poco (ma buono) di esportabile da noi. Ma la parte autobiografica, oltre che essere illuminante, e a volte tenera, a volte cruda, ma sempre toccante, è grande, grandissima narrativa. BELLISSIMO.

COLORADO KID (2005). Romanzetto di atmosfera, con ambientazione davvero interessante, ma senza ostentazione di descrizioni, che si basa sulla narrazione orale di una coppia di personaggi davvero indimenticabile. Manca di una certa cosa (non posso dirvi cosa sennò rovino la lettura a qualcuno) che di solito, quando manca, fa incazzare il lettore, ma è così ricco di note di colore e di realismo, e soprattutto così breve, che lo accetti così com'è e di quella cosa non senti la mancanza. Per dire, con XY  di Veronesi, che ha lo stesso problema, ma in più è lungo, palloso e assurdo, è andata a finire che l'ho tirato contro il muro. Questo qui no. BELLO.

CELL (2006). Vabbé, gli zombi, on the road, ma sempre i soliti mortacci viventi sono. Con l'epidemia causata da una misteriosa macchinazione telefonica, ma sempre i soliti zombi sono. Con l'angoscia terribile di un genitore che tenta di salvare chi ama, ma sempre i soliti, solitissimi, banalissimi zombi sono. SCHIFEZZA.

LA STORIA DI LISEY (2006). Un capolavoro: l'antologia del miglior Stephen King. Ci sono: fantasie di bambini, mostri provenienti dal passato, mondi paralleli, una vedova che fa i conti col proprio dolore e con gli incubi del marito defunto... In poche parole c'è tutto, e la scrittura del Re è magistrale: più accattivante e onirica che mai! BELLISSIMO!

AL CREPUSCOLO (2008). Il ritorno, fortemente voluto, ai racconti. Come al solito c'è del buono e del meno buono. In generale è meno gotico e meno spaventoso del solito, ma ugualmente inquietante e narrativamente molto accattivante. CARINO.

DUMA KEY (2008). Qui volendo c'è pure un fantasma, ma è quello di un braccio. E c'è un pittore, appunto senza un braccio, che dipinge quasi inconsapevolmente quadri demoniaci. E ci sono luoghi infestati e oggetti maledetti, e le forze del male che aspettano di tornare... Tutto sommato niente di imperdibile. CARUCCIO.

NOTTE BUIA NIENTE STELLE (2010) Notte buia, niente stelle, raccoglie 4 racconti, di cui tre di ampio respiro. La giusta estensione, oltre che più breve degli altri, per me se lo poteva pure risparmiare, ma si sa: Zio Stephen è affezionato al numero quattro. L'unico filo che unisce i racconti è la scarsa incisività dei titoli... come del resto è per il titolo della raccolta stessa. Ma 1922 e soprattutto Un bel matrimonio, cioè due su quattro, sono superlativi. BELLO.

22/11/63 (2011). Viaggi nel tempo, che finché restano misteriosi e inspiegabili il romanzo ti prende alla grande, ma poi il Re non resiste alla tentazione di introdurre un personaggio del cavolo che ti spiega tutto il meccanismo (del cavolo anche quello) che governa il tempo al di là del mondo sensibile, e questo rovina un po' il tutto. Divertente la sensazione del tutto da rifare, del tempo perduto... Ma tutto sommato niente di che. CARUCCIO.

JOYLAND (2013). Romanzo breve e ficcante, che si fa apprezzare soprattutto per l'ambientazione: un luna park! C'è il solito fantasma, ok, ma il personaggio principale è credibile e non mancano le emozioni e i colpi di scena. BELLO.

NELL'ERBA ALTA (2013). Ed ecco il racconto scritto a quattro mani con il figlio e pubblicato solo in ebook. Vabbè, c'è un campo di erba alta dove chi ci entra è perduto. I personaggi ci entrano dentro alla prima pagina. Poca suspense, un po' di splatter, poca, pochissima credibilità. La suggestione del vagare nell'erba alta, senza veder dove si va, c'è (e chi la riconosce meglio di me?) ma inserita in un contesto incerto. Proprio niente di che, e oltretutto sono 25 paginette che ti costano 5 euri. BRUTTINO.

MR MERCEDES (2014). Thriller, anzi, hard boiled, come dice lui. Il detective in pensione come personaggio principale funziona molto, ma si tratta di un prodotto editoriale eccessivamente commerciale ed affrettato. BRUTTINO.

CHI PERDE PAGA (2015). Scialbo seguito di Mr Mercedes, ne ricalca e accentua i difetti narrativi. I personaggi fissi della serie, ridotti a burattini, perdono qualsiasi efficacia. SCHIFEZZA.

6 commenti:

  1. "Il gioco di Gerald"; m'ha terrorizzata! Perché tutto sommato molto realistico. Bello, bellissimo!!! (Altrimenti a che servono i libri e i film d'orrore, se non a farci guardare alle spalle quando attraversiamo un parcheggio buio di sera?) ;-)

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  2. Tutto molto interessante... soprattutto i giudizi senza peli sulla lingua! Ammetto di aver smesso di leggere libri di King dopo l'infausto "cose preziose" e l'entusiasmo con cui hai commentato alcuni suoi lavori più recenti m'invoglia a ricominciare a coprarne qualcuno...
    Comunque per contribuire alla disamina dell'opera omnia del maestro, aggiungo i due libri di fantascienza che ha scritto sotto lo pseudonimo di Richard Bachman - "l'uomo in fuga" e "la lunga marcia" - che all'epoca mi piacquero assai...

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    1. Non li ho letti, quindi se vuoi scrivermi due righe in proposito le inserisco nella lista. :-D

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  3. Ciao.
    Ho letto alcuni libri di King, la maggior parte negli ultimi mesi, e concordo con te su It, On writing e Joyland.
    Anche a me Cell non è sembrato un gran che.
    Fra le cose che ho letto ho apprezzato The dome, soprattutto per la situazione/l'idea e la psicologia dei personaggi. Direi però che per il momento i miei preferiti di King sono Joyland e It.

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    1. Ciao! Grazie per esser passato da queste parti! The Dome non l'ho letto, e purtroppo il fatto che lo spunto sia noto (e ricordi analoghi spunti di vecchi telefilm di genere suspense) e che ci sia già tanto di serie televisive e parodia fatta dai Simpson, non mi invoglia molto a leggerlo. Ma chissà...

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    2. Ma non prevedo di leggere The Dome prossimamente. Se mi scrivi tre-righe-tre su The Dome, aggiungo la tua mini-recensione all'elenco. :-)

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