Con la partecipazione della più celebre coppia di Hollywood in veste di mascotte.

mercoledì 26 agosto 2015

Venivamo tutte per mare

La storia collettiva delle spose per procura degli immigrati giapponesi, narrata in una seconda persona plurale dal tono epico e tragico. Allettate con false promesse, impacchettate sommariamente e spedite dal Giappone rurale degli anni 20-30 per approdare in un'America altrettanto rurale, destinate comunque a una vita di duro lavoro. Un vero capolavoro letterario, un poetico albero di vite, che si lascia seguire lungo varie ramificazioni. Si arriva allo scoppio della seconda guerra mondiale, con la nascita del sospetto, le politiche restrittive, fino alla deportazione. Il capitolo conclusivo ha ancora un narratore corale, ma stavolta si tratta delle famiglie americane che si accorgono (ma poi in breve dimenticheranno) dell'improvvisa (per loro) scomparsa degli immigrati giapponesi, coi quali avevano convissuto felicemente per decenni.



Non che quest'ultimo capitolo sia poco efficace, ma avremmo preferito seguire le giapponesi anche nella deportazione, per sapere, per così dire, come va a finire. I lavoratori giapponesi riusciranno mai a tornare nelle loro case? Molti tra loro torneranno in Giappone, dopo la guerra? L'autrice preferisce lasciarci insoddisfatti: dovremo informarci per conto nostro se vogliamo toglierci la
curiosità.

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