Con la partecipazione della più celebre coppia di Hollywood in veste di mascotte.

domenica 17 maggio 2020

Il Club degli autori, ovvero fantasie di un lettore megalomane: Storia umana della matematica di Chiara Valerio


Mentre in tempo di distanziamento sociale mia moglie ascolta Buon Vicinato, la trasmissione streaming su YouTube in cui Michela Murgia e Chiara Valerio chiacchierano (qua e là pontificando un po' troppo) di qualsiasi argomento, dalla fede religiosa a Candy Candy, io ascolto distrattamente.... 


Dunque, Michela Murgia la conosco, ho letto un suo libroide: quell'Istruzioni per diventare fascisti in cui dà del fascista un po' a tutti, e quindi anche a me. Non è proprio che me la sia legata al dito, anche perché alla fine in un timido rigurgito di autoironia la Murgia dà del fascista anche a sé stessa, però devo ammettere che ora come ora non ho voglia di leggere altro di suo, anche se so che probabilmente ha scritto di meglio. Non riesco a fare a meno di pensare che la Murgia sia stata sfortunata, perché dei suoi libri il primo che ho letto era sicuramente il peggiore, e forse per questo non leggerò altre sue opere. 

Sì, perché da qualche parte nella mia presuntuosa fantasia c'è una specie di Club dove gli autori, presenti e passati, viventi e non, in qualche modo stanno tutti insieme a fumare e a prendere il tè (e ogni tanto anche un bicchierino di Whisky). Ma, anziché giocare a bridge, passano il tempo a osservare da lontano la gente comune, i loro possibili lettori, quando entrano in libreria o scorrono i titoli in biblioteca, e intanto fanno una specie di tifo: 

- Dai, dai, sfoglia quel libro... Non quello lì, quello più a sinistra!
- Scusa, ma non pensi che per Pinco Pallo, dei tuoi libri, sia più interessante L'urlo della lumaca che non I Gigli della lampara
- No, no: deve leggere per primo I Gigli della lampara, così poi scommetto che gli verrà voglia di leggere anche l'altro.
- Ehi, ciao, ragazzi! Toh! Guarda laggiù chi c'è! Il vecchio Pinco Pallo. Pensa che ha letto tutti i miei libri, e gli sono anche piaciuti un sacco.
- Ah, si? Ma sei sicuro? Anche l'ultimo che hai scritto? Il dentista delle farfalle? Non mi sembra possibile...
- Specialmente quello, anzi ne ha regalata una copia a un suo amico.
- Beh, se le cose stanno così, non mi importa se Pinco Pallo non compra un mio libro. Guarda lì, sta entrando una ragazza, scommetto che lei invece lo compra I Gigli della lampara
- Per me quella è più un tipo da leggersi la saga degli Spaventapasseri ripetenti. 
- Come fai a dirlo?
- La conosco, le piacciono le saghe: una volta le hanno regalato il mio Mario, il marinaio marinato, e lei si è letta tutti e sette i volumi...

Per cui la Murgia è stata sfortunata, ma anche la Valerio: anche lei appartiene alla categoria degli autori di cui ho letto un solo libro, anzi il suo non l'ho neanche finito di leggere, perché non mi ha fatto neanche venire quella rabbia di finire un libro solo per poterne parlar male con mia moglie. Ma dov'è il libro della Valerio, e perché non ho finito di leggerlo? Io sono tignoso, e di libri che non sono riuscito a finire se ne contano pochi (in realtà in questo momento me ne vengono in mente solo altri due: La Recita di Bolzano e, che ci crediate o no, Il Signore degli Anelli). Insomma, ma dov'è finito? 

Ah, eccolo qui: Storia umana della matematica. La copertina è orrenda, ma a rileggere la presentazione sembra interessante, e poi dovrei avere una certa affinità con Chiara Valerio: entrambi siamo o siamo stati matematici, ma perché, allora… 

Affronto per la seconda volta Storia Umana della matematica, e dopo due capitoli mi è chiaro il perché l'ho abbandonato. La prosa della Valerio è una vera mitragliatrice di divagazioni, costruite attorno a biografie tutto sommato scarne e banali: ansimando mi apro la strada nel testo e finisco col fare niente più di un ripassino di Bolyai e Riemann degno di un Bignami. Il lato umano di cui parla il titolo, poi, è delegato a una raffica di insignificanti episodi familiari tratti dai ricordi dell'autrice, di cui questo libro è una specie di autobiografia costruita per associazioni mentali. Abbandono il libro probabilmente nello stesso punto in cui lo avevo già abbandonato un paio d'anni fa, e vado a dormire.

Il mattino dopo eccomi in videolezione con gli alunni della 5C (sapete, è la cosiddetta didattica a distanza, che forse significa che ognuno rimane nella sua stanza) ed ecco che arriva la classica domanda impossibile: 

- Professore, poco fa abbiamo parlato con Filosofia (i professori non hanno nome, sono delle personificazioni delle loro arti e scienze, tipo quelle degli affreschi di Santa Maria Novella) e ci ha parlato della crisi della geometria, nell'ottocento, e delle geometrie non euclidee... Ma non ci abbiamo capito molto. Ce lo può spiegare lei? (me li immagino, lì che confabulano tra loro, in chat, finché qualcuno dice: Chiediamolo a Matematica!)

Personificazioni delle arti e delle Scienze, Firenze, S. Maria Novella, Cappellone degli Spagnoli

Sto per zittirli bruscamente: devo mantenere dritta la barra sugli integrali, e... Ehi, un attimo, ho ripassato tutta la questione in compagnia della Valerio giusto la sera precedente! Per un'incredibile coincidenza ho tutto l'inizio del discorso pronto in mente. Non resisto: improvviso una lezione organica che va da Euclide ad Einstein, con tanto di mappa concettuale. Completo toccando Ricci, Hilbert e Grossman, ma per quanto riguarda la storia dei tentativi di dimostrazione del quinto postulato di Euclide, della corrispondenza tra Bolyai Senior e Gauss, dell'eredità paterna raccolta da Bolyai Junior, e infine della famosa tesi di Riemann, attingo, recito quasi, da Storia umana della matematica; poco ci manca che non racconti loro anche gli aneddoti familiari di Chiara Valerio. Grazie a lei, comunque, faccio per una volta la bella figura del prof preparato, quello che non solo non si fa cogliere in fallo, ma è pronto ad aiutare i ragazzi in un percorso che essi stessi scelgono. Roba da applausi, comunque.

Se non è un segno questo! Per gratitudine nel pomeriggio torno a Storia Umana della Matematica, deciso a completare la lettura. Glielo devo, a Chiara Valerio. Nel seguito del libro il ritmo cala e la lettura si fa più piana: il prezzo da pagare per leggere è minore. La storia del Segreto della Vecchia del Mulino mi fa sorridere. Le avventure belliche di Mauro Picone non le conoscevo, e dire che ho seguito chissà quanti seminari nell'Aula Picone dell'Istituto Guido Castelnuovo! Il finale è fiacco, ma tutto sommato il libro mi ha dato ancora qualcosa, sorrido di nuovo.

- Visto? - dice a qualcuno la Valerio, nel club degli autori, da qualche parte nell'Altroquando, o nel Sottosopra, non so. - Alla fine ci è riuscito!
- Tsé! - le risponde un uomo quasi calvo, dalla faccia lunga e triste, e si allontana.

Poi, proprio mentre il mio sguardo si posa per un attimo su Il Signore degli anelli, un vecchio con la pipa in mano, seduto in poltrona in disparte, scatta in piedi speranzoso. Ma è solo un falso allarme, e il vecchio si risiede scuotendo la testa.

1 commento:

  1. è diffice mettere in siene Matematica,pseudoscienzea,filosofia,autobiografia eccetera ma lo hai fatto bene ...OK...

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