Con la partecipazione della più celebre coppia di Hollywood in veste di mascotte.

giovedì 14 aprile 2022

Gas o vino?


Anch'io in questi giorni seguo al telegiornale gli sforzi dei nostri governanti, che si affannano nella ricerca di nuovi fornitori di combustibili fossili: è necessario ridurre la nostra dipendenza dal gas russo, in quanto la Russia è un paese autoritario e guerrafondaio, e perciò i nostri eroi si rivolgono ad Azerbaijan, Libia, Algeria, Qatar, Angola e Congo, tutti noti e limpidi esempi di democrazia. E anche agli Stati Uniti: dobbiamo aumentare l'importazione via nave del loro gas liquido, che è necessariamente più costoso e più inquinante del metano russo, che arriva già pronto, con un banale gasdotto... ma vuoi mettere? Beh, non posso mica starmene in disparte: in previsione dei momenti bui (col metano noi ci produciamo la corrente elettrica, per cui "momenti bui" è un'espressione azzeccata) devo mettere i miei poteri di matematico al servizio della nazione, e aiutare i nostri capi a trovare una soluzione! Ma come fare a reperire l'energia necessaria? C'è un modo per raggiungere l'indipendenza energetica? Continuando a seguire il TG, vedo anche cantar le lodi di una gloria nazionale: la nostra rinomata produzione di vino! E mi chiedo: e se...


E se commutassimo tutta la produzione nazionale di alcoolici in combustibile? Rinunciando a bere (e a esportare) riusciremmo a coprire il fabbisogno energetico nazionale? Naturalmente è solo un gioco, e i miei calcoli saranno rozzi e impropri... Ma insomma, vediamo un po' che succederebbe!

Ogni anno l'Italia importa dalla Russia circa 30 miliardi di metri cubi di gas naturale. Ammettiamo che una misura dell'energia prodotta sia fornita dal potere calorifero (in pratica, la quantità di calore prodotto dalla combustione dell'unità di volume); leggo che il potere calorifero del metano è in media pari a 9000 chilocalorie per metro cubo. Si ottiene 270000 miliardi di chilocalorie totali. 

L'Italia produce ogni anno circa 50 milioni di ettolitri di vino, e il vino ha una gradazione alcoolica che va dai 10 ai 20 gradi percentuali, per cui, ammettendo una concentrazione alcoolica media del 15%, si ottengono 7,5 milioni di ettolitri di alcool. Il potere calorifero dell'alcool è circa 6000 chilocalorie per chilo, ma dato che il suo peso specifico è circa 0,8, un litro di alcool pesa meno di un chilogrammo, e possiamo stimare che generi poco meno di 5000 chilocalorie. Pertanto trasformando in alcool combustibile tutto il vino nazionale, si ottiene 3750 miliardi di chilocalorie totali. Una miseria, rispetto al consumo del gas russo, pari a una frazione di 1/72. Troppo poco! 

E anche aggiungendo i 15 milioni di ettolitri di birra prodotti dal nostro paese in un anno, a una gradazione media del 6% e il milione di litri di grappe e superalcolici, anche considerati come se fossero alcool puro, otteniamo poco più di 90 milioni in più, che, al massimo potrebbero aggiungere altri 500 miliardi di chilocalorie, portando il totale dell'energia prodotta tramite alcool a un valore pari al più al due per cento di quello prodotto dal gas russo. 

E anche aggiungendo le 300000 tonnellate di pellet che produciamo ogni anno (un chilo di pellet è poco meno valido di un litro d'alcool) stiamo ancora alla canna del gas... Niente da fare: a meno che non venga a voi qualche altra idea migliore, quel che produciamo in casa non ci paga la corrente! 

E' una cattiva notizia solo se speravate davvero di liberarvi del vecchio Vladimir semplicemente smettendo di bere! Vado a farmi una birra per consolarmi (o per festeggiare?) e torno tra un minuto, con un'altra idea mirabolante, perciò aspettate un attimo, non andate via!

Ecco l'idea! Quando si è incominciato a parlare di smart working, in seguito alle misure di distanziamento sociale, ho letto da qualche parte che qualche associazione ha calcolato che ogni lavoratore potrebbe risparmiare ben 5000 euro all'anno, grazie allo smart working! Ammettiamo che questo risparmio sia tutto in mancato acquisto di benzina, ok? Quanti lavoratori ci sono in Italia? Secondo una stima che ho trovato in rete sono circa 25 milioni di lavoratori. Se tutti quanti potessero lavorare in smart working staremmo a posto: 25 milioni per 5000 euro diviso il prezzo della benzina fanno circa 80 miliardi di litri di benzina, e un litro di benzina pesa 0,75 kg, mentre un metro cubo di metano ne pesa 0,8, per cui tra benzina e metano stiamo praticamente pari! 80 miliardi di litri di benzina contro 30 miliardi di mc di gas: potremmo scialare! 

E' troppo bello per essere vero? E' infatti non è mica vero: intanto non tutti i lavoratori italiani possono lavorare in smart working. Inoltre lo smart working richiede l'uso di corrente elettrica. Il petrolio non lo produciamo in casa, magari in parte arriva dalla Russia pure lui! E poi, soprattutto, come potrebbe il governo convincere i lavoratori a continuare a pagar la benzina, anche se lavorano in smart working? Infatti erano loro che la pagavano, per andare a lavorare, mica lo stato! A occhio, uno smart working diffuso a tappeto farebbe risparmiare moltissimo, sì, ma non certo da poter ripagare interamente la bolletta energetica. Però una bella mano la darebbe, e molto più concretamente della mia idea precedente, ovvero la rinuncia al vino! 

Prosit!

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